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ECOMUSEO DELLA DIETA MEDITERRANEA - Circolo Legambiente “Vento in Faccia” #Battipaglia #Campania

L'Ecomuseo della dieta Mediterranea, è un progetto di Legambiente Onlus che nasce a Pioppi (Sa), nel Cilento, e ha sede nel settecentesco Palazzo Vinciprova, in via Caracciolo 142. A Pioppi Ancel Keys soggiornò per oltre 40 anni e qui avviò gli studi che portarono alla  scoperta dei benefici di quello stile di vita e di alimentazione successivamente identificato come Dieta Mediterranea grazie e oggi un modello di straordinaria ricchezza anche grazie al riconoscimento dell'Unesco che nel 2010 lo ha iscritto nella lista dei beni culturali immateriali dell'umanità per merito dell'instancabile lavoro portato avanti da Angelo Vassallo, indimenticato sindaco di Pollica, che ha speso gli ultimi anni della sua vita, prima di essere barbaramente ucciso, per l'ottenimento di questo riconoscimento.
 

Realizzare a Pioppi un Ecomuseo significa aprire questo patrimonio al territorio, includendo nel concetto di museale risorse culturali, paesaggistiche e naturalistiche: antichi sentieri, orti, conoscenze e saperi della popolazione locale. Lo strumento dell'Ecomuseo, secondo il suo ideatore, l'archeologo francese Huges de Vareine, è una chiave di accesso ad un territorio per mezzo di percorsi predisposti, attività didattiche e di ricerca che si avvalgono del coinvolgimento diretto della popolazione. Gli oggetti di un Ecomuseo, sono perciò il paesaggio, l'architettura, il saper fare, le testimonianze orali della popolazione. Il Circolo Legambiente Vento in Faccia di Battipaglia in questo contesto è impegnato nell'organizzazione e nella gestione di visite guidate e laboratori didattici, oltre che in azioni che tendano alla promozione presso turisti e cittadini di questo luogo: diversi eventi e un festival della Dieta Mediterranea saranno organizzati a tal fine.

www.ecomuseodietamediterranea.it

 

F.A.Q.

1. Cos'è un Ecomuseo?

Lo strumento dell'Ecomuseo, secondo il suo ideatore, l'archeologo francese Huges de Vareine, è una chiave di accesso ad un territorio per mezzo di percorsi predisposti, attività didattiche e di ricerca che si avvalgono del coinvolgimento diretto della popolazione. Gli oggetti di un Ecomuseo, sono perciò il paesaggio, l'architettura, il saper fare, le testimonianze orali della popolazione. Un ecomuseo è perciò un patto attraverso il quale una comunità si prende cura di un territorio.


2. Cosa distingue un Ecomuseo dagli altri musei?

Un Ecomuseo è molto diverso da un tradizionale museo. Un museo si basa su tre elementi fondamentali, quali collezione, immobile e visitatori, l'Ecomuseo si fonda su tre assi molto diversi e cioè il patrimonio, il territorio e la comunità.  Un ecomuseo, diversamente da un normale museo, non è circondato da mura o limitato in altro modo, ma si propone come un’opportunità di scoprire e promuovere una zona di particolare interesse per mezzo di percorsi predisposti, di attività didattiche e di ricerca che si avvalgono del coinvolgimento in prima persona della popolazione


3. Cosa occorre per istituirlo?

Il problema vero dell'Ecomuseo in Italia è l'assenza di una legge nazionale che disciplini la materia.

Alcune regioni se ne sono dotate, ma in generale al momento non c'è una chiara regola da seguire.

 

4. E' necessario l'apporto delle istituzioni locali e nazionali?

No, non necessariamente, anche perchè potenzialmente un ecomuseo può servire a valorizzare qualunque cosa e/o bene, anche immateriale. Ciò che è invece è necessario è che la comunità locale sia protagonista del progetto ecomuseale.


5. Nel vostro caso come è stata trovata la sede?

Il Comune ha messo a disposizione un Palazzo nobiliare di proprietà comunale, in cui già esisteva un allestimento museale. Il nostro lavoro è stato trasformare quella struttura in termini qualitativi e aprirla alla comunità e al territorio. Il nostro ecomuseo vuole essere un punto di partenza (o di arrivo) di un percorso di conoscenza del territorio cilentano.


6. Perchè avete pensato a questa formula?

Ci sembrava essere quella più calzante per raccontare al meglio una realtà culturale composita e ricchissima, che va da un notevole patrimonio naturalistico fino ad una cultura millenaria, che nei secoli si è trasformata assumendo nuove e particolari connotazioni.

 

7. Quanti visitatori avete in un anno?

Negli ultimi anni abbiamo registrato una crescita crescente di visitatori, giunti nel 2014 alle 15.000 presenze, dato che puntiamo a migliorare quest'anno.
 

8. Da chi è maggiormente frequentato?
Sono due le tipologie di visitatori che tendenzialmente ci fanno visita. I gruppi scolatici e i turisti anche stranieri.

 

9. Ci sono dei dipendenti fissi o le attività sono svolte solo dai volontari?
Abbiamo 4 persone che ci lavorano in modo piuttosto stabile a cui si affiancano numerosi volontari nei periodi più intensi dell'anno.

 

10. Come risponde la comunità locale?

All'inizio non è stato facile far capire qual'era il progetto, adesso pian piano sta passando il nostro messaggio. Ma per riuscire, come forse in ogni cosa, c'è bisogno di passione e testardaggine.

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